Tempo di lettura: 7 minutiLa casa dove sono nato e dove ho abitato per più di trent’anni si trova in Via Galliera. Dal portico sulla strada si entrava per…
Blog di Marco
Tempo di lettura: 7 minutiLa casa dove sono nato e dove ho abitato per più di trent’anni si trova in Via Galliera. Dal portico sulla strada si entrava per…
Tempo di lettura: 5 minutiDalle mie parti, il nome di questa sontuosa minestra è difettivo del singolare. Solo e semplicemente Äl Laṡagn, le Lasagne. Ma tant’è: se a qualche pseudo bolognese distratto però sfuggisse di dire lasagna si dovrà benevolmente sperare che abbia almeno voluto intendere un singolo strato di sfoglia di cui sono appunto formate le Lasagne.Nel Meridione la situazione è ben diversa. In Campania esiste infatti la lasagna di Carnevale, un timballo al forno ma secondo una ricetta affatto differente da quella bolognese.
Tempo di lettura: 5 minutiL’arte di saper cucinare costituiva per le massaie bolognesi, in dialetto le arżdåure, una parte non trascurabile della dote. Questo significava che una brava arżdåura doveva saper preparare almeno i cardini della cucina bolognese: la sfoglia di pasta all’uovo con il matterello, il profumato ragù di carne – la cónza, come dicevano i vecchi – e il brodo. Seguivano a ruota le tagliatelle asciutte, i tagliolini e passatelli in brodo, le lasagne, i tortelloni e i tortellini, poi la carne al forno con patate e verdura cruda, il bollito misto con salsa verde e verdure al burro imbiancate di parmigiano filante. Un posto minore dentro al baule della massaia emiliana veniva occupato dai dolci. Al termine di un pranzo festivo costituito da robuste vivande, sembravano quasi degli intrusi.
Tempo di lettura: 6 minutiNon ho mai partecipato in vita mia a un cenone natalizio. Durante l’infanzia, e anche più in là, mi è sempre apparso usanza di origine…