Tempo di lettura: 5 minutiUn pomeriggio, la Mâta si attaccò al citofono, suonando ossessivamente per la restituzione delle fotografie. Quindi si infilò nell’androne, salì le scale e prese a suonare il campanello del cancello d’entrata.
Blog di Marco
Tempo di lettura: 5 minutiUn pomeriggio, la Mâta si attaccò al citofono, suonando ossessivamente per la restituzione delle fotografie. Quindi si infilò nell’androne, salì le scale e prese a suonare il campanello del cancello d’entrata.
Tempo di lettura: 4 minutiLa sentenza fu sfavorevole alla Mâta. Il Codice Penale puniva le molestie con il carcere fino a sei mesi. La pena fu comminata al massimo previsto dalla legge ma la Mâta non dovette scontare alcuna detenzione perché, condannata per la prima volta a meno di quattro anni di carcere, avrebbe beneficiato della sospensione condizionale.
Tempo di lettura: 4 minutiGiunse finalmente il giorno del processo. Avevamo tanti testimoni, come un processone da film americano, insieme ad amici semplicemente curiosi di vedere il grugno della Mâta.
La Mâta, sola, era difesa in gratuito patrocinio da un famoso legale appartenente ad una illustre dinastia di azzeccagarbugli.
Tempo di lettura: 2 minutiQuando la mamma fantasticava tristemente sul suo futuro da anziana, io le dicevo sempre:
«Mamma, tu uscirai da questa casa solamente se sarò preso per il collo».