Constantin Trinks ha diretto, il 12 febbraio, l’Orchestra del Teatro Comunale di Bologna nell’esecuzione del seguente programma:
Wolfgang Amadeus Mozart: Die Zauberflöte, overture
Wolfgang Amadeus Mozart: Concerto per due pianoforti e orchestra n. 10 in mi bemolle maggiore KV 365
Dmitri Shostakovich: Sinfonia N.15 op. 14
I solisti al pianoforte sono stati Sivan Silver e Gil Garburg conosciuti con il nome Silver Garburg Piano Duo.
Partendo dall’assioma che Mozart è ascrivibile alla non folta schieri di geni musicali assoluti, non mi pare che questo concerto sia tra le cose memorabili del compositore salisburghese: è una sorta di duetto tra due strumenti identici in cui ogni intervento solistico è sapientemente calibrato perché uno non prevalga sull’altro, dal sapore che sa un po’ di esercitazione per due bravi allievi. Non ho trovato alcuna melodia che mozzi il fiato per la bellezza della semplicità o che sia più celestiale del cielo celeste. Di questo concerto mi ha colpito solamente una modulazione nel terzo movimento, ripetuta per due volte.
Impeccabili i due solisti, che hanno anche eseguito, come bis, una godibilissima trascrizione per pianoforte a quattro mani dello Scherzo da Sogno di una notte di mezza estate di Felix Mendelssohn Bartholdy.
Non mi piace tutta la musica di Shostakovich, e l’ultima Sinfonia, da me ascoltata solamente in disco (possiedo due integrali delle sinfonie del compositore sovietico e diverse esecuzioni di singole sinfonie), mi è sempre parsa un’aggregato di alcuni elementi peculiari del compositore che non gradisco come certi colori orchestrali, alcune armonie, temi grotteschi, toni sarcastici, marcette circensi, citazioni che fortunatamente si alternano a magnifici momenti di sogno o desolati o di assoluta tristezza.
E invece, dal vivo, mi è piaciuta nel suo complesso perché il compositore segue una propria strada di rinnovamento, non semplice in Unione Sovietica, che lo avvicina a certe esperienze più avanzate rispetto al suo linguaggio peculiare. In qualche momento ho pensato a Messiaen e a Varèse. Inoltre l’utilizzo di citazioni da famose musiche altrui e di meno evidenti autocitazioni mi hanno fatto venire il mente che la sinfonia sia un lucido sguardo retrospettivo, senza rimpianti, sulla propria vita interiore e di musicista.
Constantin Trinks ha ben diretto l’orchestra del Comunale, con bei colori ed equilibrio, anche se in qualche momento un po’ di maggiore estro non avrebbe guastato.
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