Un pomeriggio, la Mâta si attaccò al citofono, suonando ossessivamente per la restituzione delle fotografie. Quindi si infilò nell’androne, salì le scale e prese a suonare il campanello del cancello d’entrata.
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L’ombra della Rocchetta (8)
La sentenza fu sfavorevole alla Mâta. Il Codice Penale puniva le molestie con il carcere fino a sei mesi. La pena fu comminata al massimo previsto dalla legge ma la Mâta non dovette scontare alcuna detenzione perché, condannata per la prima volta a meno di quattro anni di carcere, avrebbe…
L’ombra della Rocchetta (7)
Giunse finalmente il giorno del processo. Avevamo tanti testimoni, come un processone da film americano, insieme ad amici semplicemente curiosi di vedere il grugno della Mâta. La Mâta, sola, era difesa in gratuito patrocinio da un famoso legale appartenente ad una illustre dinastia di azzeccagarbugli.



