Il Tempo e le Anime (A mio padre e a mia madre) – (Parte trentatreesima)

Lontana dalla finzione dell’esistenza diurna, il matrimonio improvvisamente interrotto si prolungava nelle ore veritiere della notte, consistenti quanto le diurne, con la stessa intensità di quando il babbo era in vita. La mamma gli apparteneva, in ogni istante, sia nell’anima che nel corpo.

Mi presento (clicca sulla fotografia)

Di tutti egli scrisse mal fuorché dell’asino scusandosi col dir: Egli è il mio prossimo

Pietro l’Aretino

Egli è il mio prossimo.

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