La confessione del babbo con un santo non fu seguita da perdono ma dalla scomunica
Blog di Marco
La confessione del babbo con un santo non fu seguita da perdono ma dalla scomunica
La mia mamma mi ha detto per decenni, con tono apodittico e un nulla di orgoglio:
«Tu sei romano», oppure «Sei stato concepito a Roma». Era il fascino della Città Eterna, capitale della Cristianità. L’Urbe. Roma caput mundi… Ma né il luogo né il momento del concepimento sono dati rilevanti per alcunché, ammesso che essi siano determinabili con precisione; non servono nemmeno alle speculazioni astrologiche
Nel libro Vita barocca del 1913, Corrado Ricci fornì una sapida descrizione della Regina, seppur prendendola alla larga, partendo dal padre:«La pelle bianchissima, l’occhio azzurro e grande, la barba di un colore biondo chiaro, quasi cinereo, procurarono a Gustavo Adolfo re di Svezia, ultimo dei Vasa, il soprannome di Gigante di neve. Eppure l’unica figlia che ebbe da Maria Eleonora da Brandeburgo, nacque e crebbe pelosa, con voce dura e grossa, quasi di maschio». Così era Cristina di Svezia, in poche righe di grande efficacia.