Tag: Franz Joseph Haydn

  • Non siamo soli-Poesia e musica per il Parkinson

    Non siamo soli-Poesia e musica per il Parkinson

    L’AP&C, acronimo di Associazione Parkinsoniami & Caregiver, assai vitale nel ferrarese, ha pubblicato una raccolta di poesie e riflessioni in prosa intorno alla malattia di Parkinson, dal titolo eloquente: Non siamo soli – Poesie e pensieri di chi vive il Parkinson nella sfida, nell’arte, nella vita e, il 31 marzo 2026, nel ridotto del Teatro Comunale Claudio Abbado, essa è stata presentata con la lettura di stralci effettuata da studenti del Liceo G.Carducci, nell’ambito del progetto Musica&Spettacolo, inframmezzata con l’esecuzione di brani musicali.

    I ricorrenti concerti offerti dall’AP&C non solo l’indispensabile occasione di una semplice raccolta di fondi destinati al dimostrato acquisto di specifiche apparecchiature e per attività di complemento, utili ai parkinsionani, ma un modo gentile di ricordare alle lontane istituzioni e alla società dei cosiddetti normali quali sono le problematiche di questa malattia degenerativa sopportate da chi ne è colpito ma anche, di riflesso, da chi vive con queste persone o ha cura di esse.

    Il concerto è iniziato con musiche di Franz Joseph Haydn esecuzione del diciassettenne pianista Giovanni Bergamasco, già vincitore di diversi concorsi che, con concentrazione, con un tocco preciso e stilisticamente pertinente, ha suonato con iridescenze madreperlacee. Il giorno 23 maggio 2026 sarà alla Sala Bossi del Conservatorio Giovanni Battista Martini di Bologna: sarà una bella occasione per riascoltarlo.

    E la parte musicale della manifestazione è continuata con arie e duetti da opere e musical di Händel, Mozart, Bellini, Donizetti, Puccini, Gershwin e Bernstein, interpretati dal soprano Costanza Gallo e dal baritono Giacomo Corradi, accompagnati al pianoforte dal maestro Marco Belluzzi.

    Costanza Gallo ha una voce piacevole guidata da una buona tecnica che le permette di ottenere begli e suggestivi effetti espressivi. Inoltre ha una notevole capacità comunicative, canta non solo per il pubblico ma andando verso il pubblico, sempre con bello sguardo, si canta anche con esso, e un accattivante sorriso.

    Anche Giacomo Corradi è sorretto da una solida tecnica con cui ottiene dei suoni assai timbrati, potenti ma rotondi, producendo una specie di piacevole pressione acustica sui presenti nell’ampia sala del Ridotto, e la dizione è scolpita, assolutamente esemplare. Aggiungo che Giacomo Corradi nella vita è un giovane oncologo del maggiore ospedale bolognese a dimostrazione, e questa è un’affermazione valida anche per Costanza Gallo, di quanto penso, cioè che i veri talenti per il canto non necessariamente li troviamo alla Scala o al Metropolitan, ma possono stare in persone lontane da questi e altri grandi palcoscenici.

    Entrambi i solisti sono allievi dell’esperto maestro Fulvio Massa.

    E il maestro Marco Belluzzi ha eseguito i brani d’opera con giusto peso, con giusta flessibilità e sensibilità verso il canto.

    Insomma una bella serata di musica che avrebbe ben figurato anche nell’attigua sala del teatro.

  • Inaugurazione della Stagione sinfonica con Ton Koopman

    Inaugurazione della Stagione sinfonica con Ton Koopman

    Ieri sera, 10 gennaio 2026, al Teatro Auditorium Manzoni, Ton Koopman, uno dei veterani della filologia in musica ovvero, come oggi è d’uso dire, delle esecuzioni musicali storicamente informate, ha diretto il concerto di inaugurazione della Stagione sinfonica con l’orchestra del Teatro Comunale di Bologna, in ordine, nella Serenata notturna N.6 in Re Maggiore KV 239 di Wolfgang Amadeus Mozart, nella Sinfonia N.100 in Sol Maggiore detta Militare di Franz Joseph Haydn e, infine, nella Messa dell’Incoronazione in Do Maggio KV 317 ovviamente sempre del Grande Salisburghese. Il coro è stato istruito da Gea Garatti Ansini.

    I solisti vocali della Messa sono stati il soprano Suzanne Jerosme, il mezzosoprano Lara Morger, il tenore Kieran White e il basso Peter Harvey; nella Serenata quattro prime parti dell’orchestra sono stati chiamati a eseguire gli interventi solistici della Serenata mozartiana: i violinisti Paolo Mancini, Fabio Sperandio, il violista Enrico Celestino e il contrabbassista Fabio Quaranta.

    Il concerto ha riscosso un grande consenso generale da parte dal pubblico con tanti inchini in proscenio ma si sa che il pubblico, quale entità impersonale e collettiva, esprime un giudizio, un verdetto, spesso divergente da quello dei singoli. E infatti, conversando con amici e conoscenti, qualcuno mi detto che è stato un po’ uguale, grigio, monotono,  le musiche però sono state belle. Concordo con tutto questo.

    Non amo le esecuzioni musicali filologiche o storicamente informate se filologia e consapevolezza storica prevalgono sull’estro, sulla fantasia, sul graffio interpretativo, ammesso che queste qualità appartengano costituzionalmente all’interprete.

    Ieri sera ho udito un’orchestra  eccessivamente smunta nel volume sonoro, per lo più monocroma, con archi chiamati a suonare in assenza di vibrato. Questo era un fardello faticoso nei tempi non veloci, in cui le più lunghe note tenute erano quasi lamenti. I movimenti allegri non avevano luce, di volta in volta mancava, lievità, l’eleganza di una danza, divertimento, o tutto questo insieme; quelli lenti, inoltre, erano pervasi da un certo scialbore, quasi costituiti di tante frasi disarticolate, non unite in un’arcata musicale di ampio respiro. Insomma le composizioni in programma emergevano per forza propria senza l’apporto di un interprete che ne valorizzasse l’indiscutibile bellezza.

    L’orchestra, quindi, ha sì ben figurato ma in misura minore rispetto, nello stesso repertorio, ad altre occasioni. Il coro è stato,  invece,  come sempre, cioè  con suono bello e compatto: il vero trionfatore della serata. Pure ottime sono state le prime parti dell’orchestra nella Serenata di Mozart.

    Dei solisti posso dire che sono riuscito a percepire fisicamente solo la voce non bellissima del soprano. Gli altri erano costantemente inghiottiti da una massa sonora assai meno che smisurata. Ectoplasmi vocali. È stato eseguito come bis l’Ave Verum di Mozart ove i quattro solisti anno cantato tra il coro proprio come coristi.

    Ebbene, mi sono annoiato. Haydn…Mozart…Perdonatemi!