Racconti intorno alla mia casa natale

La casa dove sono nato e dove ho abitato per più di trent’anni si trova in Via Galliera.
Dal portico sulla strada si entrava per un alto portone cigolante, nero come fuliggine, con batacchi in bronzo, teste di leoni antropomorfi dallo sguardo allucinato come quello dei mostri di Bomarzo, che dava in un androne buio ornato con due coppie di lesene. Pochi gradini sotto un ampio arco conducevano in un secondo androne. In fondo, la porta scura di cantine catacombali, solidi rifugi antiaerei durante la Guerra, da cui proveniva un tanfo tiepido e muffo. Accanto tava l’alto accesso da cui iniziava una faticosa salita di ottantotto gradini interrotta da ampi pianerottoli – il primo cupo e spettrale, l’altro rasserenato dal chiarore esterno. L’ultima rampa di scale si troncava ripida contro ad una porta scorrevole con vetri: casa mia.

Tre millantatori all’Opera – Il soprano ferrarese (Parte seconda)

Due soprani, in luoghi e tempi differenti, millantarono credito e bravura utilizzando, all’insaputa l’una dell’altra, la stessa registrazione di Traviata assai nota.

A distanza di pochi anni, la brava e famosa, Anna Moffo prestò la voce a due millantatrici. Una singolare stranezza.

E chissà quanti altri cantanti al mondo avranno mai orchestrato simili fanfaronate?

Questo stratagemma è come se la Barioni avesse invitato Gualtiero Marchesi a cena spacciando per proprie le pietanze acquistate in rosticceria, magari sporcando i tegami per rendere meglio credibile la finzione.