Il fattore K e l’importanza di un nemico (Parte terza)

Si succedettero quattro governi berlusconiani, nel 1994, 2001, 2005 e nel 2008. Anni interminabili, in tutto 3340 giorni. O meglio, 3340 notti. La lunga fortuna politica di Berlusconi si interruppe due volte per merito di Romano Prodi, il Professore, alias Mortadella.

«L’Italia è il Paese che amo. Qui ho le mie radici, le mie speranze, i miei orizzonti. Qui ho imparato, da mio padre e dalla vita, il mio mestiere di imprenditore. Qui ho appreso la passione per la libertà». Così esordì, nel 1994, l’ipocrita propaganda nazional-popolare del Grande Venditore. Melassa elettorale, roba da coma diabetico con perdita di coscienza collettiva.

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Il fattore K. I giovani dimenticati e l’inizio del declino (Parte seconda)

Già, i giovani. C’erano anche i giovani. Ci sono sempre stati ma, dopo il ’68, i giovani parevano di più e più rompiscatole dei predecessori.

Non penso che l’esser giovane debba essere considerato necessariamente un valore, ma i giovani non sono nemmeno dei sassolini da evitare lungo la strada. All’interno del PCI non mi sono mai sentito giovane. Qui a Bologna durante il ’77 si vide in maniera palese che il PCI non sapeva né capire né attirare a sé i giovani. Segretario della FGCI era Massimo d’Alema, il nuovo che si era avanti. Avanti, o popolo alla riscossa… Continua a leggere Il fattore K. I giovani dimenticati e l’inizio del declino (Parte seconda)