Gatti e l’assenza

All’inizio della settimana, la mia cara mamma è stata dimessa dall’ospedale covid. Un medico mi ha detto telefonicamente:
«Tre settimane fa davamo sua madre per morta».
Poiché la mamma aveva, ed ha,  contemporaneamente anche un grave problema al cervello, la neurologa per telefono ha esclamato, rispetto al covid:
«E’ successo un miracolo! E guardi che noi abbiamo fatto ben poco. Ha fatto tutto da sola: improvvisamente ha deciso di continuare a vivere».
Dunque la Bruna, vera combattente, ha sconfitto questo malefico virus pur avendo un grave ascesso nel cervello. Due infezioni di natura diversa.
La mamma non ha sconfitto solo il covid ma, inspiegabilmente, le si è ridotto anche l’ascesso che, nel frattempo, aveva raggiunto le dimensioni di una piccola arancia.
Ma non è tutto oro quello che luccica.

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Strada che non riporta a casa

In una mattina del mese di dicembre, mia mamma, la Bruna, si alzò molto turbata.
Mi riferì di avere udito nella sua stanza da letto, senza che stesse dormendo, una voce femminile:
«È arrivato il momento che tu ritorni a casa», le disse.
Con preoccupazione, ma aveva già un’idea ben definita, mi chiese:
«Secondo te che cosa significano queste parole?»
Ed io, percependo il suo pensiero, minimizzai:
«Eeeeeh, mamma, tu ogni mattina ne hai una da raccontare, voci strane, sogni, o altro…Queste parole non vogliono dire assolutamente nulla. La tua casa è solo questa. Quello a cui stai pensando non è la tua casa».

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